Coronavirus: gli effetti visibili sulla fashion week e sulla moda

Come saprete bene, in questi giorni a Milano aveva preso il via la celebre Fashion Week, settimana in cui si svolgono diversi appuntamenti con le sfilate, eventi e conferenze in cui l’argomento principe è la moda. Purtroppo, però, con la comparsa del Coronavisur in Italia molti stilisti hanno deciso di effettuare i fashion show a porte chiuse, così da “salvaguardare” la salute delle persone che avrebbero preso parte agli spettacoli della moda. Fino ad oggi – ultima giornata della settimana della moda in Italia – si potranno assistere a diversi show direttamente online, così da non far spostare un quantitativo di persone elevato tra mezzi pubblici e luoghi chiusi.

Il virus della Cina, oramai, inizia a fare vittime anche nel nostro paese: per chi si trova nel nord Italia, difatti, ha potuto assistere a diversi eventi che, oramai, portano a pensare il peggio, anche se in realtà non bisogna farsi prendere dagli allarmismi e, soprattutto, bisogna cercare di non lasciarsi influenzare dalle testate giornalistiche o bloggerelli che, pur di guadagnare sui milioni di click, scrivono titoloni sconvolgenti! Sì, i morti ci sono stati – attualmente si contano 4 persone decedute, purtroppo anziani di cui una addirittura già in pessime salute visto che era nel reparto di oncologia – e ci sono anche tante persone risultate positive al Coronavirus in Italia, nelle zone di Lodi e Codogno, ma bisogna comunque evitare che il panico possa prendere il sopravvento.

Passando ai dati riguardanti l’ambito della moda, possiamo dire che quest’anno a questa fashion week non ci sono tanti buyer ed operatori provenienti dalla Cina e che, inevitabilmente, questo porterà ad un fenomeno negativo per l’economia della moda in Italia. Stando ai dati dichiarati dagli esperti, il Coronavirus in Italia influenzerà il primo trimestre del 2020 con un calo dell’1,8% del fatturato. Va detto però che sarà necessario vedere anche l’evoluzione della situazione per capire realmente se vi possono essere ulteriori problematiche.

Altri dati riguardano direttamente la Cina: pensate, infatti, che questo paese è il produttore maggiore ad esportare il tessile in tutto il mondo, tant’è vero che nel 2018 il giro d’affari ammontava a 119 miliardi di dollari (37,6% del mercato) ed oggi è in perdita di 2 miliardi di dollari. Nel mentre, poi, i marchi di lusso hanno deciso anche di limitare la produzione così da trovare una controbilancio della domanda. La conseguenza diretta è il ritardo della consegna della merce ai clienti mentre tanti negozi in Cina come Uniqlo, H&M e Ikea hanno chiuso per preservare la salute dei dipendenti. Un’altra conseguenza evidente in Cina è l’utilizzo degli e-commerce come Alibaba, JD.com, Taobao e Pinduoduo.

Non dimentichiamoci che i cinesi rappresentano una fetta importante del mercato globale: il 35% dei beni di lusso ovvero moda, orologi e gioielli sono acquistati proprio da loro e anche i cinesi nel mondo che fanno shopping per i nostri negozi non sono pochi. Il gruppo LVMH, nel frattempo, ha deciso di donare alla Croce Rossa di Hubei – l’area più colpita dal virus – un milione di dollari. Se la SARS aveva portato ad una perdita di 7 miliardi di dollari al mercato mondiale delle linee aeree ed ora con il Coronavirus si pensa che la perdita sarà pure maggiore e non investirà esclusivamente le linee aeree.

Italia: Cosa fare in caso di sintomi del Coronavirus?

Non sono un medico e neppure ritengo che questo blog possa essere una fonte medica, però nel mio piccolo desidero fare un po’ di informazione “intelligente”, lasciando qui di seguito alcune direttive in cui si parla dei sintomi del coronavirus e come comportarsi in caso di influenza (cosa che bisognerebbe sempre fare e non solo ora con il pericolo del Covid-19), così che i miei lettori italiani possono comunque trovare utile questo post e non un modo per “attirare un po’ di lettori e click”…ve lo dico subito, per guadagnare con i click è necessario avere grossi numeri, e non è il caso mio 😀

Coronavirus Italia

Coronavirus in Svizzera: che cosa fare?

Visto che tante persone mi seguono anche dalla Svizzera Italiana, ho pensato di dedicare anche un paragrafo circa il virus partito da Wuhan e che oramai desta un po’ di preoccupazione anche in Ticino, visto la vicinanza con l’Italia (io stessa mi ritrovo ad andare spesso a Como). Nonostante in Italia si contano casi in aumento, la situazione in Svizzera sembra essere trnaquilla, tant’è vero che non vi sono casi confermati sino ad ora. Ad ogni modo, sono state attivate per la popolazione delle infoline attive tutti giorni a partire dalle ore 8:00 sino alle 18:00 e questo è il numero: +41 58 463 00 00 (popolazione) e +41 58 464 44 88 (viaggiatori)

 

Aggiornamento al 27 febbraio 2020

Era inevitabile, anche in Svizzera sono arrivati i primi casi di Covid-19: in particolare, il primo caso di Coronavirus è in Ticino, con un uomo di 70 anni che si trovava già in ospedale da una settimana (ora alla Clinica Moncucco di Lugano) e che aveva frequentato una manifestazione a Milano lo scorso 15 febbraio. Il secondo caso di Coronavirus è ad Argovia: si tratta di un informatico di 28 anni residente a Ginevra, da poco tornato da Milano. Vi segnalo, inoltre, che è stata attivato anche una hotline ticinese allo 0800 144 144.

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Melody Laurino

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